Il Mahabharata

di Jean-Claude Carrière

Ed.Vallardi


Questo vasto poema epico, tramandato oralmente per millenni e messo in forma scritta intorno al IV o V secolo prima della nostra era, riunisce i miti, le avventure, le credenze su cui si fonda la cultura indiana.

Un detto dice: “Tutto quello che si trova nel Mahabharata esiste anche altrove. Quello che non c’è non si trova da nessuna altra parte”.

In una moltitudine di personaggi e avvenimenti si ritrovano l’orrore della violenza umana e il mistero del capriccio divino, re inquieti, demoni-maghi, donne irresistibili, combattenti insuperabili, eroi ombra, bari e traditori.

Ma nella sua essenza questa opera tratta di una minaccia ossessiva e di una questione ripetuta: l’eterna lotta tra il bene e il male e di come sia difficile, per chi difende una giusta causa, opporsi alla violenza che porta alla distruzione totale.


Nel 1985, dopo 11 anni di lavoro, Peter Brook e Jean-Claude Carrière presentano al Festival di Avignone una versione teatrale del Mahabharata. Dopo il trionfo di questo spettacolo, che durava circa 9 ore, fu girato un film dagli stessi autori su di una sceneggiatura interamente ricostruita di oltre 6 ore, seguito da una versione televisiva ulteriormente ridotta. In questa edizione del Mahabharata Jean-Claude Carrière ha voluto “permettere una lettura facile dell’insieme della storia, senza perdere nulla dei diversi livelli” e reintroducendo certi episodi, dettagli o commenti necessariamente omessi nella versione scenica e cinematografica.


Nato nel 1931, Jean-Claude Carrière ha scritto le sceneggiature di oltre 50 film, tra i quali Il fascino discreto della borghesia e Il fantasma della libertà. Ha scritto una quindicina di spettacoli teatrali, di cui parecchi con Peter Brook, ed è autore di numerosi romanzi, antologie e saggi.


Per comprendere l’avvenimento di questa pubblicazione è opportuno (ri)leggere quanto avevamo già scritto negli articoli di “Un’altra scuola” in riferimento della mitologia indiana. Aggiungiamo che il testo di Jean-Claude Carrière è il riassunto più poetico e a modo suo il più essenziale dell’imponente opera, di cui aggiungiamo una breve traduzione integrale relativa agli “Enigmi del Lago”.